
Biography
Nata nel 1993 a Termoli, cittadina provinciale della costa molisana, inizia lo studio del canto all’età di 15 anni.
Fin da piccola la musica si rivela la sua grande passione ed è papà Luigino ad influenzarla nell’ascolto di due generi musicali. Da un lato il rock anni ‘70 ’80 , quello dei Rolling Stones, AC/DC, Europe e Dire Straits. È in Mick Jagger che identifica il suo principale punto di riferimento artistico. Dall’altro lato un’anima sensibile e romantica, che ha radici nel cantautorato italiano. Zucchero, Rino Gaetano, Jovanotti, Loredana Bertè, Eros Ramazzotti e Vasco, che lei stessa definisce papà artistico. L’unione di questi due mondi musicali ne faranno una “Rockstar malinconica”.
Parallelamente assorbe la musica dance e pop degli anni ’90 e dei primi anni 2000, in particolare quella dei Black Eyed Peas, Britney Spears e Shakira. Subisce le influenze pop-punk dei Green Day e di Avril Lavigne.
È negli anni del liceo che inizia a scrivere le prime canzoni e a cantarle in pubblico. “Non ero entusiasmata dai discorsi dei miei coetanei, preferivo piuttosto farmi raccontare storie di vita da mio nonno o chiacchierare con gli adulti”. “Ero persa nel mio mondo e in quel mondo mi piaceva sognare”. E le canzoni erano il suo mondo, erano evasione da una realtà che le stava stretta. È così che a 18 anni si trasferisce a Roma, dove parallelamente allo studio del canto, si laurea in chimica. Studia il pianoforte da autodidatta.
L’impatto con la grande città si rivela affascinante e destabilizzante allo stesso tempo. “Sono stati gli anni dei maggiori cambiamenti, in cui ho dovuto toccare il fondo con le mie insicurezze per trovare un equilibrio con me stessa”. Ed è accanto a questi cambiamenti che sente l’esigenza di sperimentare altri generi musicali e soprattutto è spinta verso la ricerca di sonorità e scritture più moderne. Apprezza così l’indie, il pop americano e l’electropop accanto a gruppi del panorama romano quali Mannarino e Il Muro del Canto.
Da sempre affascinata da voci calde, soul, black e graffianti, affronta lo studio vocale su artiste quali Lady Gaga, Tina Turner, Amy Winehouse, Christina Aguilera, Pink e artiste italiane quali Loredana Bertè, Mia Martini, Anna Oxa, Gianna Nannini.
Nel 2011 partecipa ad “Area Sanremo”, passando le prime selezioni. Seguono negli anni varie esperienze con band locali e concorsi, quali Tour Music Fest, Musica È e il talent romano “Music Star”, condotto dallo speaker radiofonico di RDS Alessandro Corsi e nella squadra capitanata da Francesca Romana D’Andrea, speaker di Dimensione Suono Roma.
Nel 2019 esce il suo primo inedito “1968”, una ballad dal sound rock melodico, il quale si fa portavoce del pensiero rivoluzionario ed umano dell’artista, cosciente che quel brano sia il primo tassello di una vera e propria rivoluzione che sta avvenendo in lei. Il singolo è stato anche passato su Radio Rock e Radio Elettrica.
È nel 2021 che si mette completamente a nudo con l’uscita del singolo “Nevrotica”, simbolo di un vero e proprio cambiamento, che anticipa un nuovo progetto musicale e l’uscita di un EP nel 2022. Il brano è caratterizzato da un nuovo sound, definito dall’artista come “il connubio perfetto” delle diverse e contrastanti anime che coesistono in lei.
“Per me il live è il momento più bello. È fare l’amore: il palco è il letto, il pubblico il mio partner. È il momento in cui non vi sono freni inibitori e sento di potermi donare del tutto, perché so che dall’altra parte c’è qualcuno che apprezza ogni singola e contrastante parte di me.”

New single
Nevrotica è il secondo inedito della cantautrice Carmen Ferrante.
Il brano è caratterizzato da sonorità Pop Rock fuse con l’Electropop.
“Nevrotica” è un pezzo autoironico, uno schiaffo morale alla società attuale; una società frustrata, “giudice” di canoni sociali e morali che destabilizzano continuamente l’essere umano, portandolo ad una non accettazione della propria vita. E’ un urlo positivo, che ha come sfondo una relazione di coppia in cui l’artista si diverte delle sue personalità estreme e contrastanti, ne prende coscienza e decide di mostrarle senza vergogna. “Ho trovato il mio equilibrio in quello che secondo gli altri è un “non equilibrio”. “E se in una società come la nostra “essere normale” è diventato sinonimo di omologarsi, rincorrendo qualcosa di effimero in maniera perfezionista, triste, individualista e monotona, preferisco essere così come sono. Positiva, bipolare, nevrotica e mai uguale. ”Meglio così che normale”.
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